Che voglia di tornare alla vecchia vita! Quella quando non vedevo l’ora di postare, Facebook mi sembrava una cosa terrificante e riuscivo a digitare quattro frasi decenti (o che a me sembravano tali) per il ludibrio dei miei lettori e amici e compagni bloggatori (tutto insieme).
Ora, invece? Ora, invece, è tutto il contrario. Ho quasi completamente dimenticato il significato della parola “stile di scrittura”, il prossimo passo sarà rimuovere direttamente la grammatica italiana.
Ma io non voglio! No, no, no e ancora no!
Voglio tornare ai tempi quando un solo punto esclamativo era la norma, e più di uno significava enfatizzare, non viceversa.
Voglio tornare ai tempi quando Splinder era un punto di partenza e di arrivo. Quando aprivo freneticamente la mia pagina per vedere se c’erano commenti, e le pagine degli altri per vedere se c’erano nuovi post. Quando le pagine le chiamavo blog, e non le associavo ad eventuali foto nuove ed espressioni di apprezzamento. Che poi, pure quello si sono inventati! Finiremo per non comunicare più nemmeno virtualmente, i nostri scambi personali si ridurranno a premere oppure no il tasto “Mi piace”. Facebook sta veramente giocando sporco con la nostra pigrizia mentale, con i nostri cervelli a perenne rischio lobotomia. Dico “nostri” perchè sono la prima a trovare riposante il non dovermi sforzare a mettere insieme nemmeno il commento più trito e ritrito. Cazzo, dovrei cancellarmi da quel sito, sul serio. Ma non lo farò, ovviamente, siamo andati troppo oltre.
Voglio dimenticare il bisogno non solo di usare eccessi di punteggiatura, ma anche di faccine, in tutte le mie comunicazioni. Ridatemi la facoltà di amare perlomeno il linguaggio para-letterario, il minimo per garantire la mia sopravvivenza nel mondo della parola scritta!
Voglio cambiare, davvero lo voglio.
Per adesso i miei neuroni sentono già la fatica, non riesco a partorire nient’altro di pure minimamente accettabile, quindi mi fermo.
Al prossimo post para-comunicativo! (Che brava che sono, sono riuscita a resistere alla tentazione di mettere quattro punti esclamativi e una faccina pazza. E ottomila puntini di sospensione).